Generosità uguale felicità

A volte vale la pena ribadire l’ovvio: il nostro sarebbe un mondo migliore se tutti fossimo più gentili gli uni con gli altri. E quindi, come possiamo fare perché ciò si realizzi?

Ho letto da qualche parte che oggi l’altruismo è in pericolo quasi quanto le foreste pluviali, allo stesso modo, tutti sono alla ricerca della propria felicità. Ma c’è qualcuno di noi che non ricordi forse di quando ha aiutato una persona in difficoltà? E, dando una mano a quella persona, ha provato una felicità che derivava dalla consapevolezza di aver reso la vita di un altro essere umano un po’ più semplice?

Pur essendo indispensabile, la generosità è oggigiorno una delle qualità più sottovalutate.

Quel ricordo può essere di grande stimolo per continuare a essere generosi: con il nostro tempo, le nostre conoscenze, i nostri amici. E, perché no, se necessario anche con il nostro denaro. Essere generosi vuol dire trascurare le mancanze meno importanti. Vuol dire non averlo sempre dalla nostra parte. Vuol dire, a volte, cedere il passo a qualcuno che sta andando chiaramente di fretta.

Pur essendo indispensabile, la generosità è oggigiorno una delle qualità più sottovalutate. Non è un caso che tutte le maggiori religioni includano in egual misura la generosità come qualità virtuosa da coltivare e mettere in pratica. E, per fortuna, essere generosi è effettivamente qualcosa che stimola gli altri a comportarsi allo stesso modo: in poche parole, è contagioso!

Diffondere generosità è facile…

In uno studio condotto nel 2012 dalla Cornell University, gli autori parlano di un fenomeno chiamato “ricompensa con un’azione della stessa portata”. Immaginate di essere in coda per prendere un caffè e, come atto di generosità, la persona dietro di voi paghi il vostro conto, quella dietro di lei faccia lo stesso a sua volta, e così via. È ciò che è successo all’interno di un fast-food statunitense nel 2012. Duecentoventisei clienti hanno pagato il conto della persona che li precedeva in fila senza avere alcun obbligo al riguardo. Un gesto sorprendente e, ovviamente, contagioso.

Quella del contagio sociale è un’idea estremamente affascinante, in quanto ci offre una prospettiva nuova del concetto di reciprocità, sovente associato a quello di generosità. La reciprocità consiste nella sensazione di dover restituire un favore o di aspettarsi qualcosa in cambio della nostra generosità. La reciprocità è un legame diretto che si instaura tra il donatore e colui che riceve l’atto altruistico, piuttosto che il contagio della generosità. Come è possibile ciò ?

Da un lato, reciprocità significa che potreste aver ricevuto aiuto in una situazione di difficoltà e vi sentite di voler offrire qualcosa in cambio: ottima motivazione a supporto di opere caritatevoli in denaro o attività di volontariato. Tuttavia, avere la sensazione di un obbligo o di essere guidati da un impegno formale (se compio questa azione, quella persona mi ricompenserà) potrebbe rappresentare un’ottima occasione per fare un passo indietro e riflettere sul motivo per il quale stiamo donando qualcosa. Vi è mai capitato di comprare un regalo per una persona soltanto perché quel qualcuno ne aveva fatto uno a voi? E quanti dei vostri regali erano in realtà motivati dal sentimento di dover restituire un favore, piuttosto che dal piacere di riuscire a trovare il regalo ideale per una persona tanto speciale?

Dall’altro lato, qualora decidiate spontaneamente di essere altruisti nei confronti di qualcun altro e quel qualcun altro, testimone del vostro atto di generosità e da esso stimolato, lo compie a sua volta, ecco che questo si trasforma in un modo meraviglioso, indiretto e contagioso di essere generosi.

Perché la felicità vera consiste nel donare con generosità senza aspettarsi nulla in cambio.

Si può essere generosi in modi diversi. Possiamo dare consigli, se richiesti. Fare del volontariato presso qualche organizzazione benefica: leggere delle storie ai bambini, oppure passare del tempo in compagnia di anziani che altrimenti rimarrebbero soli. Possiamo scrivere una recensione online su un ristorante, creare del software open-source gratuito, lasciare in internet una valutazione onesta di un prodotto, oppure aiutare qualcuno a cambiare un pneumatico lungo il ciglio della strada. O, semplicemente, prenderci del tempo per stare seduti e prestare ascolto a qualcuno in difficoltà, offrendogli lo spazio e il tempo necessari per esporre i suoi problemi, così da trovare un po’ più di tranquillità d’animo.

Se, andandocene, ci sentiamo soddisfatti per essere stati in ascolto, senza aspettarci un favore in cambio, allora vuol dire che siamo stati davvero generosi. E sentiremo una sensazione di felicità che arriva dal profondo e che nasce da quel bellissimo dono che abbiamo fatto a qualcun altro.

Stimolare gli altri a essere generosi è una cosa semplice da fare: basta essere generosi noi stessi.

Questo è un modo splendido per diffondere del bene nel mondo che abbiamo intorno!

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