Cos’è la biodisponibilità?

Se state esplorando il mondo degli integratori alimentari, prima o poi vi imbatterete nel termine “biodisponibilità”. Anche se il termine può apparire ostico, si tratta di un fattore estremamente importante nel determinare l’efficacia di un integratore.

Come molti termini scientifici, è più facile comprendere questo vocabolo se lo si scompone, in modo da assimilarlo più facilmente. Una strategia azzeccata, perché il suo significato è dato proprio dai singoli elementi!

La biodisponibilità è la velocità con cui una sostanza, come un integratore o un farmaco, viene assorbita da un sistema vivente.

Alcuni integratori sono inefficaci proprio perché non vengono mai assorbiti completamente dall’organismo.

Perché è importante parlando di integratori? Perché se gli elementi fondamentali di tale integratore, che si tratti di vitamine, minerali, enzimi o erbe, raggiungono in modo efficiente la parte del corpo che devono aiutare, l’integratore sarà più utile e agirà più rapidamente.

Gli integratori alimentari vengono di solito assunti sotto forma di capsule o compresse. Vengono ingeriti e quindi digeriti: proprio come accade con il cibo, dall’apparato digerente entrano nel flusso sanguigno attraverso la parete intestinale e, per mezzo di un incredibile sistema di orientamento, trovano la strada fino a quel sistema o a quella parte del corpo a cui sono destinati. Solo a questo punto possono iniziare a esercitare i loro effetti benefici per il nostro organismo e quanto più velocemente ed efficacemente lo fanno, tanto meglio sarà per noi. Alcuni integratori sono inefficaci proprio perché non vengono mai assorbiti completamente dall’organismo.

Un aspetto da tenere presente è che i produttori di integratori dichiarano spesso di aver creato un prodotto con la massima biodisponibilità, ma non è così semplice. Gli elementi in azione sono due: l’integratore e il vostro corpo.

Per quanto riguarda l’integratore, i fattori fondamentali sono, tra gli altri, il modo in cui viene assunto, il tempo necessario per la sua disintegrazione (in altre parole, la rapidità con cui i principi essenziali entrano in azione), la qualità degli ingredienti e la loro formulazione. Alcuni nutrienti sono assorbiti meglio in associazione ad altri nutrienti. Ad esempio, un integratore di calcio potrebbe anche contenere vitamina D, che, stando a quanto dimostrato, aumenta l’assorbimento del calcio da parte dell’organismo.

L’altro elemento dell’equazione è il vostro corpo. Ogni corpo è unico, ogni essere umano diverso. Quindi, per quanto biodisponibile possa essere un integratore alimentare in linea di principio, entrano in gioco altri fattori relativi alla persona che lo assume: l’età e il sesso, lo stato di salute, lo stato dell’apparato digerente (che può anche trarre beneficio dagli integratori durante il loro passaggio), l’ora del giorno in cui viene assunto l’integratore e se viene assunto a stomaco pieno o vuoto. Le variabili, come si vede, sono innumerevoli!

Per di più, bisogna tenere in considerazione le esigenze nutritive: i bambini in crescita, gli adulti in età avanzata e le donne in gravidanza hanno necessità diverse, che influiscono sulla facilità di assorbimento di un integratore.

Naturalmente, potete sempre rivolgervi ai produttori degli integratori che vi interessano. L’ideale sarebbe che vi anticipassero e fossero proattivi nella promozione della biodisponibilità dei loro prodotti. Potete anche fare delle piccole ricerche online su alcune delle combinazioni di nutrienti per voi ottimali.

A prescindere da tutte le nozioni scientifiche, quello che conta è sempre il buon senso. Prima vengono assorbiti gli elementi benefici di un integratore, prima se ne vedranno gli effetti positivi sulla salute e sui livelli di energia. Se dedicherete quindi del tempo alla comprensione del funzionamento della biodisponibilità, sarà più facile prendere decisioni consapevoli sulle combinazioni giuste per voi.

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